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Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)

Il Trattato di non proliferazione nucleare è la pietra angolare del sistema di controllo della diffusione delle armi nucleari. Questo accordo evita che si realizzi lo scenario peggiore nella corsa globale agli armamenti senza per questo limitare l’uso pacifico dell’atomo. La Svizzera vuole dare nuovo impulso alla sua applicazione.

Il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) è un elemento centrale dell'architettura di sicurezza globale. Il TNP conta oggi oltre 190 Stati Parti. La Svizzera lo ha ratificato nel 1977.

Il Trattato poggia su tre pilastri:

  • impegna al disarmo i cinque Stati che detengono ufficialmente armi nucleari (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, USA)
  • offre una base giuridica alla non proliferazione delle armi nucleari
  • consente l’uso pacifico dell’energia nucleare

Il TNP ha chiaramente raggiunto il suo scopo principale: evitare lo scenario peggiore che, negli anni 1960, vedeva un futuro con più di 20 Stati in possesso di armi nucleari. L’uso pacifico del nucleare garantito dal TNP nei campi dell’energia, della ricerca, della medicina o dell’agricoltura è una storia di successo. Meno positivo è il bilancio per quanto riguarda il disarmo, soprattutto perché, dopo una significativa riduzione del numero di testate nucleari alla fine della guerra fredda, ora si registra di nuovo una tendenza opposta.

In vista della Decima conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare, la Svizzera collabora con il Gruppo di Stoccolma, che mediante la Dichiarazione di Berlino chiede di fare passi concreti e pragmatici verso il disarmo. Il Gruppo di Stoccolma ha elaborato un documento di lavoro che formula proposte precise in questo senso. La forza di questo gruppo sta proprio nelle diverse provenienze e nel diverso background politico dei suoi membri.

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