Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina

Il 15 e 16 giugno 2024, la Svizzera ha organizzato sul Bürgenstock (Canton Nidvaldo) una conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina. Lo scopo dell’incontro a livello di capi di Stato e di Governo era quello di di sviluppare una visione comune verso una pace giusta e duratura in Ucraina. Ciò dovrebbe costituire la base per un processo di pace.

Immagine raffigurante un cerchio blu e uno giallo che si intersecano. Completata da una croce svizzera – vi si trovano le indicazioni "Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina" e la data "15-16 Giugno 2024".
Il logo della conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina. © DFAE

Attualità sulla conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina

In seguito alla richiesta dell'Ucraina, la Svizzera ha invitato più di 160 delegazioni nazionali a partecipare alla prima conferenza sulla pace in Ucraina che si terrà il 15-16 giugno 2024 sul Bürgenstock.

La conferenza si è basata sulle discussioni svoltesi negli ultimi mesi, in particolare sulla formula di pace ucraina e su altre proposte di pace basate sulla Carta delle Nazioni Unite e sui principi fondamentali del diritto internazionale. L'obiettivo principale della conferenza era quello di ispirare un futuro processo di pace. A tal fine, la conferenza mirava a:

  • fornire una piattaforma di dialogo sui modi per raggiungere una pace globale, giusta e duratura per l'Ucraina, basata sul diritto internazionale e sulla Carta delle Nazioni Unite;
  • promuovere una comprensione comune di un quadro normativo per raggiungere questo obiettivo;
  • definire una roadmap per coinvolgere entrambe le parti in un futuro processo di pace.

La partecipazione di un gran numero di Stati e i loro contributi alla discussione sono stati decisivi per raggiungere questi obiettivi. La Svizzera ha una lunga tradizione di promozione del dialogo. Per la Svizzera, lo scambio di diversi punti di vista è essenziale per intraprendere la strada della pace in Ucraina.

Elenco degli Stati e delle organizzazioni partecipanti

L'elenco degli Stati e delle organizzazioni partecipanti alla Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina, al 17 giugno, è disponibile sotto questo link:

Elenco degli Stati e delle organizzazioni partecipanti (al 17 giugno 2024) (PDF, 4 Pagine, 266.6 kB, inglese)

Immagini: Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina

Le immagini dell'evento sono disponibili su Flickr. Queste immagini possono essere utilizzate solo per scopi editoriali.

Foto Flickr: Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina

Domande e risposte

Chi è stato invitato?

La Svizzera ha invitato oltre 160 delegazioni a livello di capi di Stato e di governo, tra cui membri del G7, del G20, numerosi altri Paesi di tutti i continenti e dell’UE, tre organizzazioni internazionali (ONU, OSCE e Consiglio d’Europa) e due rappresentanti religiosi (il Vaticano e il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli). Con la selezione dei Paesi invitati si è mirato a garantire la più ampia partecipazione possibile, dal punto di vista geografico, di rappresentanti di alto livello. 

Quanti Stati hanno partecipato alla conferenza?

Alla conferenza hanno partecipato 100 delegazioni, tra cui 57 capi di Stato e di governo provenienti da tutte le regioni del mondo. 

Come si è arrivati a organizzare la conferenza in Svizzera?

Durante la visita del presidente Zelensky a Berna il 15 gennaio 2024, la Svizzera e l’Ucraina hanno discusso in merito ai prossimi passi per arrivare a una pace completa, giusta e duratura nel Paese. Su richiesta dell’Ucraina, la Svizzera ha accettato di organizzare una conferenza di alto livello su questo tema. L’organizzazione di conferenze e incontri per la promozione di colloqui di pace è in linea con la tradizione svizzera dei buoni uffici.

Qual era l’obiettivo di questa conferenza e di cosa si è discusso?

Lo scopo di questa conferenza era avviare un processo di pace. Al raggiungimento di tale obiettivo hanno contribuito i seguenti elementi: 1) l’ampia partecipazione di rappresentanti di alto livello, che ha dimostrato il vasto sostegno a favore di una soluzione con mezzi pacifici; 2) il rafforzamento di una visione comune su questioni potenzialmente in grado di creare fiducia, come la sicurezza nucleare, la sicurezza alimentare e la dimensione umana; 3) il consolidamento delle prospettive per una definizione dei prossimi passi con la partecipazione della Russia. Con questa conferenza, la Svizzera ha offerto una piattaforma di discussione in cui tutti gli Stati partecipanti hanno potuto proporre le loro idee per una pace giusta e duratura in Ucraina. Inoltre, la Svizzera ha contribuito a sostenere i colloqui per la pace in Ucraina e per una maggiore sicurezza e stabilità in Europa e nel mondo. 

Perché sono stati scelti questi temi in particolare?

Questi temi erano adeguati alla costruzione di una base di fiducia tra le parti in conflitto. Si tratta soprattutto di questioni civili che hanno un impatto sia sulla popolazione che sulle prospettive di pace.

I temi scelti hanno inoltre una grande importanza anche per quei Paesi che, pur essendo talvolta lontani dall’Ucraina, sono direttamente colpiti dalla guerra, come i Paesi del Sud globale. Per questo le tre sessioni tematiche sono state presiedute da Paesi di diverse regioni del mondo, anche del Sud globale.

Tali sessioni sono state molto importanti. Si è per esempio discusso della necessità di evitare incidenti nucleari o di prevenire un eccessivo rincaro dei prodotti alimentari. Per quanto riguarda gli aspetti umanitari, è stata anche sollevata la questione dei soldati e dei civili detenuti. Molti dei Paesi partecipanti avevano esperienze dirette in questo campo, con cui hanno potuto contribuire alla discussione. 

Qual è stato il risultato di queste discussioni?

Il risultato è stato che, per la prima volta, abbiamo avviato un ampio dibattito a favore della pace in Ucraina. I punti di vista, le opinioni e le idee sono stati presentati in modo trasparente. Questo è un primo passo importante verso l’elaborazione di possibili elementi per un processo di pace. Il comunicato congiunto rappresenta una pietra miliare in questo senso. I Paesi che non erano presenti sul Bürgenstock avranno comunque la possibilità di aderire al comunicato.

Perché la conferenza si è tenuta sul Bürgenstock?

Il Bürgenstock è stato scelto perché la sua posizione geografica consente la massima sicurezza possibile per un evento così complesso. Inoltre, pur non trovandosi in un’area urbana, è facilmente raggiungibile.  

Ha senso parlare di pace mentre la guerra in Ucraina è in pieno svolgimento?

Questa prima conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina non voleva essere un forum negoziale, bensì un incontro volto a creare una base condivisa per negoziati futuri. La strada verso un processo di pace è lunga e difficile e il successo non è garantito. In ultima analisi, è necessaria la collaborazione di entrambe le parti. Grazie alla conferenza sono stati fatti passi avanti in questo processo. 

A parte il DFAE, quali dipartimenti sono stati coinvolti nell’organizzazione di questa conferenza?

Una task force del DFAE, guidata dall’ambasciatore Gabriel Lüchinger, e un gruppo di pilotaggio interdipartimentale (DFAE, DDPS, DFGP e DEFR), sotto la direzione del consigliere federale Ignazio Cassis, sono stati incaricati della preparazione dell’evento. La task force ha lavorato anche sugli aspetti legati alla politica di sicurezza e alla logistica, in stretta collaborazione con le autorità federali competenti e l’esercito oltre che con i Cantoni di Nidvaldo, Lucerna e Zurigo.

Quanto è costato organizzare la conferenza?

È stato fissato un limite massimo compreso tra i 10 e i 15 milioni di franchi, di cui circa due terzi per la sicurezza. I costi esatti saranno comunicati in seguito. 

Sono stati invitati anche rappresentanti di ONG svizzere?

No, non è stata invitata nessuna ONG. L’obiettivo di questa prima conferenza era tenere colloqui su un possibile processo di pace in Ucraina al più alto livello politico. Tuttavia, è chiaro che nel corso del processo di pace debbano essere coinvolti anche il settore privato e la società civile.

La Russia ha ricevuto un invito ufficiale?

La Svizzera ha ripetutamente comunicato la sua disponibilità a estendere alla Russia l’invito a partecipare alla Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina. La Russia ha tuttavia dichiarato più volte di non essere interessata. Per questo motivo non è stato trasmesso alcun invito formale.

La conferenza di alto livello in Svizzera aveva lo scopo di avviare un processo di pace. La Svizzera è convinta che la Russia debba essere coinvolta, perché un processo di pace senza la Russia è impensabile.

Di fatto la conferenza ha offerto l’opportunità di discutere per la prima volta ai massimi livelli su come coinvolgere la Russia in questo processo e sul momento giusto per farlo. 

La Cina non ha partecipato alla conferenza. Fino a che punto la conferenza ha potuto contribuire alla pace in Ucraina se né la Russia né la Cina vi hanno partecipato?

Nella sua dichiarazione, il Ministero degli affari esteri cinese ha affermato di attribuire grande importanza all’organizzazione della prima conferenza sulla pace in Ucraina da parte della Svizzera. La Svizzera e la Cina erano concordi sul fatto che la conferenza di pace sul Bürgenstock dovesse consentire una discussione equa di tutti i piani di pace in conformità con il diritto internazionale, che i Paesi del Sud globale dovessero essere coinvolti e che anche la Russia dovesse essere integrata nel processo di pace. 

Cosa significa per la neutralità svizzera il fatto che la Svizzera abbia organizzato una conferenza di pace senza la Russia?

La Svizzera è e rimane neutrale. L’organizzazione della conferenza non cambia niente al riguardo. La base della neutralità svizzera è il diritto della neutralità, che si fonda sulle Convenzioni dell’Aia del 1907. Questo diritto si applica al settore militare. Essere neutrale non significa, tuttavia, essere indifferente. Al di fuori dell’ambito militare, il diritto della neutralità non impedisce la solidarietà e il sostegno all’Ucraina e alla sua popolazione. 

In che misura la conferenza sul Bürgenstock può essere definita un successo?

La conferenza sul Bürgenstock ha permesso di rafforzare una visione comune sulla futura tabella di marcia da seguire. In particolare, i tre temi discussi, ovvero la sicurezza nucleare, la sicurezza alimentare e la dimensione umana, potranno essere ulteriormente definiti nell’ambito di tale tabella di marcia.

La conferenza ha anche offerto l’opportunità di discutere per la prima volta ai massimi livelli su come coinvolgere la Russia in questo processo e sul momento giusto per farlo. Per il Consiglio federale, lo sviluppo di una soluzione duratura richiede in ultima analisi la partecipazione di entrambe le parti.

Con l’organizzazione questa conferenza, la Svizzera permette di compiere un primo passo verso l’avvio di un processo per una pace giusta e duratura in Ucraina, in linea con la sua lunga tradizione nella promozione del dialogo. 

Alla fine della conferenza è stato adottato un comunicato congiunto. Cosa significa per il processo di pace?

Il comunicato congiunto (joint communiqué), su cui i partecipanti hanno trovato un accordo, è stato presentato dalla Svizzera previa consultazione di tutti gli Stati presenti. Tale comunicato costituisce il fondamento per l’avvio di un processo di pace. Si tratta di un successo importante per la Svizzera, che si è posta l’obiettivo di aprire la strada a un processo di pace, in linea con la sua lunga tradizione nella promozione del dialogo. 

In che cosa consiste il comunicato concordato dagli Stati partecipanti?

Gli Stati hanno dichiarato sostanzialmente che il processo di pace deve basarsi sullo Statuto delle Nazioni Unite, sul diritto internazionale e quindi sull’integrità territoriale e sulla sovranità dell’Ucraina. Per la Svizzera era una premessa fondamentale.

Inoltre è stata concordata una visione comune sui temi discussi. Le centrali nucleari ucraine, come quella di Zaporizhzhia, devono essere messe in sicurezza e protette e devono sottostare al controllo sovrano dell’Ucraina come pure alla supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

È necessario garantire una navigazione mercantile libera e sicura, un punto importante soprattutto per il Paesi del Sud globale, che dipendono dalle esportazioni di cereali dall’Ucraina.

Bisogna procedere a uno scambio di tutti i prigionieri di guerra; inoltre, tutte le bambine e tutti i bambini ucraini deportati e tutti i civili detenuti arbitrariamente devono essere ricondotti in Ucraina.

Gli Stati partecipanti, artefici del comunicato congiunto, hanno deciso di adottare misure concrete negli ambiti menzionati e di coinvolgere in questo processo anche altri Paesi, tra cui la Russia. Gli Stati che non hanno partecipato alla conferenza sono liberi di aderire al comunicato. 

Al momento non si intravede la fine della guerra. Cos’altro sta facendo la Svizzera per l’Ucraina?

Dal 24 febbraio 2022, data dell’inizio del conflitto, la Confederazione sostiene la popolazione colpita dalla guerra con misure come l’aiuto umanitario, lo sminamento umanitario e aiuti finanziari, oltre a concedere lo statuto di protezione S alle persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. Fino al 15 febbraio 2024 la Confederazione ha speso complessivamente circa 3 miliardi di franchi per le misure in Svizzera e all’estero.

A lungo termine, il Consiglio federale intende sostenere la ricostruzione dell’Ucraina con 5 miliardi di franchi. Fino al 2028, 1,5 miliardi di franchi saranno finanziati dal budget della cooperazione internazionale (CI). Riguardo ai rimanenti 3,5 miliardi di franchi per la fase 2029–2036, il Consiglio federale sta esaminando opzioni di finanziamento oltre alla CI.

Nel 2022 la Svizzera ha organizzato la prima Ukraine Recovery Conference (URC) a Lugano e ha avviato il processo politico per la ricostruzione dell’Ucraina.

Che tipo di dispositivo di sicurezza è stato messo in atto per assicurare lo svolgimento della conferenza?

Le Forze aeree hanno assicurato un servizio di polizia aerea e una sorveglianza rafforzata dello spazio aereo. Durante la conferenza, dal 13 giugno 2024 ore 8.00 locali al 17 giugno 2024 ore 20.00 locali, l’uso dello spazio aereo nella Svizzera centrale è stato limitato.

Il Consiglio federale aveva approvato l’impiego sussidiario dell’esercito con un effettivo massimo di 4000 militari in servizio di appoggio a favore delle autorità cantonali di Nidvaldo. L’esercito ha appoggiato la polizia cantonale assumendosi in particolare compiti di protezione delle infrastrutture, di sorveglianza, di ricognizione e di logistica. Ha messo inoltre a disposizione del Cantone di Nidvaldo materiale e veicoli. Queste misure hanno integrato il dispositivo di sicurezza messo in campo dalle autorità cantonali (si veda il comunicato stampa del 22.05.2024).

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Ultima modifica 26.06.2024

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