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Non proliferazione nucleare

La non proliferazione delle armi nucleari è una priorità della Svizzera, poiché la loro diffusione tra attori statali e non statali avrebbe gravi ripercussioni sulla politica di sicurezza. La Svizzera, che è membro attivo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, si batte affinché le esplosioni nucleari di qualsiasi tipo vengano vietate dal diritto internazionale. Elevati standard nel settore della sicurezza nucleare interna ed esterna e i controlli sulle esportazioni sono fattori importanti nella non proliferazione delle armi nucleari.

Enorme fungo atomico sopra l’atollo di Bikini fotografato da un’isola vicina dopo un test nucleare.
Test nucleare nell’atollo di Bikini (Oceano Pacifico, 1946), uno dei primi degli oltre 2000 effettuati dall’invenzione dell’arma nucleare. (© Keystone)

La Svizzera si impegna per il rispetto della norma di non proliferazione sancita dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), in inglese Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons (NPT). La comunità internazionale dispone di diversi strumenti per impedire la proliferazione delle armi nucleari, tra cui l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), il Trattato sul bando totale degli esperimenti nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty, CTBT) e i controlli sulle esportazioni di beni nucleari negoziati e applicati a livello multilaterale. La Svizzera è attiva in tutti questi ambiti. 

Regimi di controllo delle esportazioni e non proliferazione

Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA)

L’AIEA è il forum intergovernativo globale per la cooperazione scientifica e tecnica nel settore dell’energia nucleare. Il suo compito principale consiste nel promuovere la cooperazione internazionale per l’uso pacifico dell’energia nucleare, ma nell’ambito del suo mandato si occupa anche di impedire usi impropri degli impianti nucleari e del materiale nucleare per scopi militari. L’AIEA dà quindi un contributo fondamentale alla non proliferazione delle armi nucleari.

Secondo il TNP, tutti gli Stati non dotati di armi nucleari hanno l’obbligo di concludere accordi di salvaguardia («Safeguards Agreements») con l’AIEA, la quale verifica che il materiale nucleare dichiarato e gli impianti nucleari siano impiegati esclusivamente per scopi pacifici.

Un protocollo aggiuntivo permette all’Agenzia di verificare che non esistano materiali e attività nucleari non dichiarati. La Svizzera ha concluso sia un accordo di salvaguardia sia un protocollo aggiuntivo con l’AIEA. 

congiunto globale, PACG) e assolve compiti nei settori della sicurezza nucleare interna ed esterna.

La Svizzera è membro dell’AIEA dalla sua fondazione, nel 1957, e contribuisce allo sviluppo di norme relative alla sicurezza nucleare e alla sicurezza esterna. Il Laboratorio Spiez e il Politecnico federale di Losanna (EPFL) sono partner dell’AIEA, con la quale collaborano.

Agenzia internazionale per l’energia atomica, AIEA (fr)

Trattato sul bando totale degli esperimenti nucleari

Durante la Guerra fredda sono stati condotti più di 2000 test nucleari, altamente nocivi per la salute, l’ambiente, la sicurezza globale e l’architettura di non proliferazione nucleare. Un bando totale delle esplosioni nucleari ostacola notevolmente lo sviluppo e il perfezionamento di armi nucleari ed è quindi una componente centrale del regime globale di non proliferazione.

Il Trattato sul bando totale degli esperimenti nucleari vuole imporre il divieto assoluto delle esplosioni nucleari di ogni tipo, in particolare i test con armi nucleari, creando una rete di vigilanza mondiale che ne controlli il rispetto. La rete di monitoraggio esistente (International Monitoring System) comprende più di 300 stazioni di rilevamento in grado di rilevare con la massima precisione in tutto il mondo anche esplosioni di minima intensità nell’atmosfera, sott’acqua, sulla terra e nel sottosuolo. Il sistema è stato in grado di rilevare diversi test nucleari effettuati dalla Corea del Nord, rivelandosi quindi molto efficace. La stazione per il rilevamento sismico che si trova a Davos fa parte del sistema internazionale di monitoraggio.

I negoziati relativi al Trattato hanno permesso di introdurre una norma internazionalmente riconosciuta contro l’esecuzione di test nucleari. Dal 1998 tutti gli Stati, tranne la Corea del Nord, rispettano una moratoria in questo senso. Il Trattato non entrerà però in vigore fino a quando non sarà ratificato da alcuni Paesi in possesso di tecnologie nucleari cruciali. La Svizzera sollecita regolarmente proprio questi Stati a ratificarlo per permetterne una rapida entrata in vigore.

Fino ad allora, i compiti della prevista Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization, CTBTO) sono delegati a un segretariato tecnico provvisorio con sede a Vienna.

Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, CTBTO (en)

Sicurezza nucleare interna ed esterna

Anche la sicurezza nucleare interna ed esterna è parte integrante dell’impegno della Svizzera contro la proliferazione delle armi nucleari tra gli attori statali e non statali. La sicurezza nucleare interna garantisce che gli impianti nucleari siano gestiti in modo tale da proteggere le persone e l’ambiente dalle radiazioni nocive. In parallelo la sicurezza esterna deve impedire ad attori non autorizzati (p. es. terroristi) di accedere a impianti e materiali nucleari.

La Svizzera partecipa alla Convenzione sulla protezione fisica delle materie nucleari e degli impianti nucleari (Convention on the Physical Protection of Nuclear Material, CPPNM), che mira a prevenire, individuare e punire il furto o altri reati che coinvolgono materiale nucleare per uso civile. Nel 2022 la Svizzera co-presiedera la Conferenza di verifica della Convenzione riveduta.

Modifica della Convenzione del 26 ottobre 1979
sulla protezione fisica delle materie nucleari


(fr)

Ultima modifica 31.01.2022