Tragedia a Crans-Montana

Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2026, un incendio devastante è divampato in un bar a Crans-Montana. Ad oggi si contano 40 morti e 116 feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Tra le vittime figurano numerosi cittadini stranieri. Il DFAE rimane in contatto con gli Stati interessati.

08.01.2026
Fiori deposti in segno di lutto in memoria delle vittime a Crans Montana.

Dopo il devastante incendio divampato in un bar di Crans-Montana nella notte di Capodanno, il DFAE è in contatto con gli Stati interessati per verificare la presenza di vittime di nazionalità straniere. © Keystone

08.01.2026 – Oltre alla Svizzera, alla cerimonia commemorativa di Martigny sono rappresentati 32 Stati

In totale, la Svizzera ha invitato 37 paesi e l'Unione europea (UE) a partecipare alla cerimonia organizzata venerdì per le vittime della tragedia di Crans-Montana. 32 Stati, l'Unione europea (UE) e il Parlamento europeo hanno annunciato che saranno rappresentati a Martigny.

 

Stati partecipanti

  • Algeria
  • Australia
  • Austria
  • Belgio
  • Bosnia-Erzegovina
  • Canada
  • Croazia
  • Filippine
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Israele
  • Italia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo
  • Regno Unito
  • Repubblica Democratica del Congo
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Serbia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Stati Uniti
  • Svezia
  • Turchia
  • Ungheria
  • Vaticano
  • Parlamento europeo
  • Unione europea

07.01.2026 – 37 Stati e l'UE invitati alla cerimonia commemorativa a Martigny

Il giorno di lutto nazionale di venerdì 9 gennaio 2026 sarà caratterizzato da una cerimonia commemorativa. A causa delle forti nevicate previste, questa non si terrà a Crans-Montana, ma a Martigny. La Confederazione sta lavorando in stretta collaborazione con le autorità vallesane per preparare questo evento. Data la dimensione internazionale di questa tragedia, la Svizzera ha invitato 37 Paesi e l'Unione europea, tra cui gli Stati direttamente colpiti dalla tragedia e quelli che hanno offerto il loro aiuto.

Finora, 30 Stati hanno annunciato che saranno rappresentati. Tra i dignitari presenti figureranno in particolare il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente italiano Sergio Mattarella. Il Lussemburgo sarà rappresentato dal Granduca Henri de Luxembourg e il Belgio dal suo primo ministro Bart de Wever. La Serbia sarà rappresentata dal suo ministro degli Affari esteri Marko Đurić. Alla cerimonia parteciperanno anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e il segretario di Stato portoghese per le comunità portoghesi Emídio Sousa. Gli altri Stati saranno rappresentati dai loro ambasciatori. L'elenco dei partecipanti non è ancora definitivo. È probabile che altri paesi annunciino la loro presenza entro giovedì.

Alla cerimonia di commemorazione a Martigny il Governo del Paese sarà rappresentato, oltre che dal presidente della Confederazione, anche dal consigliere federale Ignazio Cassis, vicepresidente del Consiglio federale e capo del Dipartimento federale degli affari esteri, dal consigliere federale Beat Jans, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, e dal cancelliere federale Viktor Rossi.

La cerimonia commemorativa ufficiale non è aperta al pubblico, ma può essere seguita in diretta. Il livestream sarà disponibile venerdì alle 13:45 qui nel Newsticker.

Comunicato stampa della Cancelleria federale relativo alla giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime di Crans-Montana, 07.01.2026

5 gennaio 2026 – Aggiornamento sulla situazione

Cinque giorni dopo il devastante incendio a Crans-Montana, le autorità incaricate delle indagini hanno confermato che finora hanno perso la vita 40 persone. 116 persone sono rimaste ferite. Nel frattempo, tutte le vittime e i feriti sono stati identificati. 83 feriti sono attualmente ancora ricoverati in ospedale.

Censimento delle vittime

Secondo la polizia cantonale vallesana, è possibile fornire le seguenti informazioni sulle vittime (situazione al 5 gennaio 2026):

Si tratta di 20 persone di nazionalità svizzera, una persona con doppia nazionalità svizzero-francese e una con doppia nazionalità svizzero-serba, una persona con doppia nazionalità svizzera e francese, sette persone provenienti dalla Francia, sei persone provenienti dall'Italia, una persona proveniente dalla Romania, una persona proveniente dalla Turchia, una persona proveniente dal Portogallo, una persona proveniente dal Belgio e una persona con tripla nazionalità (francese/israeliana/britannica).

La polizia cantonale vallesana ha comunicato questi dati in quattro fasi:

Censimento dei feriti

Secondo la polizia cantonale vallesana, è possibile fornire le seguenti informazioni sui feriti (situazione al 5 gennaio 2026):

Tra i feriti figurano 68 cittadini svizzeri, 21 persone di nazionalità francese, dieci persone di nazionalità italiana, quattro di nazionalità serba, due di nazionalità polacca, una persona di nazionalità belga, una di nazionalità portoghese, una di nazionalità ceca, una di nazionalità australiana, una di Bosnia-Erzegovina, una della Repubblica Democratica del Congo, una del Lussemburgo e quattro persone con doppia nazionalità (Francia/Finlandia – Svizzera/Belgio – Francia/Italia – Italia/Filippine).

La polizia cantonale vallesana ha comunicato questi dati il 5 gennaio (fr).

Cerimonia ufficiale in omaggio alle vittime

In memoria delle vittime, il Consiglio federale ha decretato il venerdì 9 gennaio 2026 giornata di lutto nazionale. Una cerimonia commemorativa ufficiale si terrà nel Vallese e alle ore 14:00 locali suoneranno le campane delle chiese in tutta la Svizzera.

Data la dimensione internazionale della tragedia, la Cancelleria federale ha istituito una task force in collaborazione con il Dipartimento presidenziale e il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Su richiesta delle autorità vallesane, questa task force fornisce il proprio sostegno all'organizzazione dei funerali ed è incaricata in particolare di invitare e accogliere i rappresentanti di alto rango provenienti dall'estero e i media internazionali.

In questo contesto, la Svizzera invita i capi di Stato e di governo dei Paesi che hanno subito vittime o hanno offerto il loro sostegno.

Indagine

Le autorità vallesane stanno conducendo le indagini. Secondo il Ministero pubblico vallesano, è stata avviata un'indagine penale nei confronti dei due proprietari del bar. L'indagine verte sui capi d'accusa di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Le questioni relative alla responsabilità e agli eventuali risarcimenti sono sempre più al centro dell'attenzione, ma rimangono ancora molti punti da chiarire.

Per quanto riguarda la responsabilità, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha rinviato questo fine settimana all'indagine in corso in un'intervista concessa ai canali della SSR. Spetterà alla giustizia determinare se e in che misura le prescrizioni non siano state rispettate o i controlli non siano stati effettuati. Qualora chiarite cause e responsabilità, verranno tratte le conclusioni.

4 gennaio 2026 – 35 pazienti vengono trasferiti in cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia

Grazie al forte sostegno di numerosi paesi europei, dal 2 gennaio 2026, attraverso il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea (UCPM), 35 pazienti sono stati trasferiti da ospedali svizzeri a cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia. Numerosi Stati hanno offerto il loro aiuto alla Svizzera.

Comunicato stampa, Ufficio federale della protezione della popolazione, 04.01.2026

2 gennaio 2026 – La Svizzera è profondamente sconvolta dalla tragedia avvenuta a Crans-Montana

La Svizzera è profondamente sconvolta dal tragico incendio divampato nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Dopo questa tragedia, i nostri pensieri vanno alle famiglie e agli amici delle vittime, a tutti coloro che attendono ancora notizie dei propri cari, nonché ai soccorritori svizzeri che lavorano senza sosta.

La Svizzera ringrazia tutti gli Stati per i messaggi di cordoglio e solidarietà. È inoltre grata ai vari governi per il sostegno e l'aiuto forniti nell'accoglienza dei feriti negli ospedali e nell'instaurazione di contatti con le famiglie delle vittime all'estero.

Il 1° gennaio il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è recato sul posto e ha preso la parola davanti ai media a nome del Consiglio federale. Ha definito l'incendio del bar una delle tragedie più gravi che la Svizzera abbia mai conosciuto e ha espresso, a nome del Consiglio federale e del Parlamento, le sue sincere condoglianze alle vittime e ai loro cari. Il presidente della Confederazione ha ringraziato la Germania, la Francia, l'Italia e altri Paesi per la loro solidarietà e il loro sostegno, ha elogiato l'impegno dei soccorritori e ha assicurato ai feriti un'assistenza medica completa. Anche il capo del DFAE, Ignazio Cassis, ha espresso venerdì mattina il suo cordoglio per la tragedia in un messaggio pubblicato su X.

Al fine di garantire il miglior trattamento possibile alle vittime delle ustioni causate dall'incendio di Crans-Montana, la Svizzera beneficia del sostegno del meccanismo europeo di protezione civile (Union Civil Protection Mechanism, UCPM). Grazie a questo meccanismo, le vittime possono essere trasferite dagli ospedali svizzeri a cliniche specializzate nel trattamento delle ustioni in diversi paesi europei. (Cfr. il comunicato stampa dell'Ufficio federale della protezione della popolazione)

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