Dipartimento federale degli affari esteri DFAE

«La Svizzera deve sapere dove vuole andare nel mondo»

In un’intervista alla piattaforma di notizie internazionali swissinfo.ch, il consigliere federale Ignazio Cassis parla dell’imminente votazione popolare concernente la legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (legge sull’Ie), dell’importanza di una rete esterna forte e della strategia di politica estera della Svizzera. Il capo del DFAE sottolinea quanto sia importante per la Svizzera sapere cosa vuole ottenere sulla scena internazionale e come può raggiungere al meglio i suoi obiettivi.

19.02.2021
Fotomontaggio con un’inquadratura di Ignazio Cassis e due fumetti con punti interrogativi e risposta, a raffigurare un’intervista.

Nell’intervista rilasciata alla piattaforma di notizie swissinfo.ch, il consigliere federale Ignazio Cassis parla dell’identità elettronica (Ie), della rete esterna e della strategia di politica estera della Svizzera. © DFAE

SWI swissinfo.ch è la piattaforma di notizie internazionali della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR. Pubblica notizie di attualità e approfondimenti sulla Svizzera e rappresenta un importante anello di collegamento tra le cittadine e i cittadini svizzeri all’estero e il loro Paese d’origine. Anche se vivono lontano, le Svizzere e gli Svizzeri all’estero non solo si interessano dell’attualità sociale e culturale in Svizzera, ma sono anche importanti attori del processo politico.

La cosiddetta Quinta Svizzera – come spesso viene chiamata la comunità svizzera all’estero – è quindi molto importante anche per il dibattito politico, come sottolinea il consigliere federale Ignazio Cassis nell’intervista a swissinfo.ch.

Identità elettronica del futuro

La votazione popolare del 7 marzo 2021, in particolare, suscita grande interesse tra le cittadine e i cittadini svizzeri all’estero poiché l’elettorato svizzero è chiamato a esprimersi, tra le altre cose, anche in merito alla legge sull’Ie, finalizzata a creare la base legale per un’identità elettronica riconosciuta dallo Stato (la cosiddetta Ie). Il Consiglio federale, il Parlamento, i Cantoni e numerose associazioni sono favorevoli alla legge e anche le cittadine e i cittadini svizzeri all’estero sarebbe particolarmente utile potersi avvalere di questa identità elettronica in futuro.

L’identità elettronica sarebbe una soluzione miracolosa che consentirebbe di identificarsi in modo semplice e sicuro per richiedere servizi consolari.

«Le Svizzere e gli Svizzeri all’estero hanno un motivo in più per votare “sì”, visto che per loro è importante ricevere servizi consolari di buona qualità e a misura di cittadino. E per “a misura di cittadino” si intende non dover fare due ore di viaggio per comprovare la propria identità allo sportello o non dover perdere tempo per spedire il passaporto o una copia del passaporto per posta. L’identità elettronica sarebbe una soluzione miracolosa che consentirebbe di identificarsi in modo semplice e sicuro per richiedere servizi consolari», spiega Ignazio Cassis a swissinfo.ch.

Rafforzare la rete esterna

Oltre che dell’imminente votazione popolare, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) parla anche della configurazione della rete esterna svizzera. Alcuni mesi fa è stata infatti annunciata l’intenzione del DFAE di rafforzare le proprie rappresentanze all’estero in termini di personale. «Durante la crisi legata alla COVID-19 ci siamo resi conto di quanto sia importante poter contare su una rete esterna forte per poter assistere le cittadine e i cittadini svizzeri in difficoltà. In simili situazioni di crisi, le rappresentanze più piccole arrivano presto al limite delle loro capacità. Certo, è possibile intervenire da Berna con personale sostitutivo, ma alcune rappresentanze vanno rafforzate in modo sostanziale, con personale consolare e diplomatico», precisa il consigliere federale Cassis.

Il capo del DFAE ribadisce che si tratta di un rafforzamento tramite spostamenti, non di un ampliamento. «La nostra attività principale non è svolta dalla Centrale a Berna, bensì dalle rappresentanze all’estero», precisa.

La prima strategia della Svizzera per l’Africa subsahariana

Nell’intervista a swissinfo.ch, Ignazio Cassis accenna anche al suo viaggio di sei giorni in Algeria, Mali, Senegal e Gambia appena concluso, durante il quale ha discusso, tra le altre cose, della nuova strategia per l’Africa subsahariana. «In questi quattro Paesi ho notato un enorme rispetto per il fatto che la Svizzera abbia elaborato una propria strategia per l’Africa. Dobbiamo esserne ben consapevoli: per la prima volta la Svizzera ha una strategia per l’Africa, cioè una visione da cui sviluppare degli obbiettivi. Obiettivi che si traducono poi in provvedimenti i cui risultati possono essere misurati sulla base dell’obiettivo originario», afferma il capo del DFAE.

Questa è una politica estera proattiva, cosa molto importante per me.

Ciò che vale per la regione dell’Africa subsahariana vale anche per tutta la politica estera della Svizzera. «La Svizzera deve sapere dove vuole andare nel mondo. Per questo abbiamo elaborato strategie geografiche e tematiche», spiega il consigliere federale Ignazio Cassis. Mentre la Strategia di politica estera 2020–2023 (SPE) definisce gli orientamenti e le priorità della politica estera svizzera, le strategie geografiche e tematiche subordinate illustrano l’approccio concreto da adottare in determinate regioni e aree prioritarie. «Questa è una politica estera proattiva, cosa molto importante per me», afferma Cassis.

Inizio pagina