Fatti e tendenze

Illustrazione dei movimenti migratori stimati tra paesi in via di sviluppo ed emergenti.
Illustrazione dei movimenti migratori stimati tra paesi in via di sviluppo ed emergenti. Le frecce collegano le aree di origine dei migranti con le aree di destinazione. © flowminder.org

La migrazione ha origini antiche come la storia dell’umanità. Ciò che caratterizza i flussi migratori del XX e del XXI secolo sono tuttavia la complessità e la portata del fenomeno, evolutesi in funzione della crescente globalizzazione e delle nuove tecnologie di trasporto e telecomunicazione. Il numero dei migranti internazionali ammonta oggi a circa 244 milioni.

244 milioni di migranti internazionali rappresentano circa il 3,3 per cento della popolazione mondiale. Circa 150 milioni sono persone che lasciano il proprio Paese per motivi di lavoro. Di questi, circa la metà sono donne e un terzo giovani tra i 15 e i 34 anni.

Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR), nel mondo oltre 79 milioni di persone sono in fuga. Hanno lasciato le proprie case perché nel loro Paese sono perseguitate o esposte a gravi situazioni di violenza. Tra questi vi sono oltre 30 milioni di bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni. Il numero di minori che si trovano sotto il mandato di protezione dell’ACNUR è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni.

Oltre ai rifugiati, agli sfollati interni e ai richiedenti l’asilo documentati, vi sono altri milioni di persone che devono lasciare la loro patria contro la propria volontà. Queste persone non sono registrate in alcuna categoria riconosciuta a livello internazionale e non rientrano pertanto in sistemi giuridici di protezione come la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e il relativo Protocollo del 1967. Le ragioni di questa migrazione non volontaria sono da ricercare, tra le altre cose, nelle catastrofi naturali e nelle ripercussioni negative del cambiamento climatico, negli effetti della fragilità degli Stati, nella povertà sistemica e nella mancanza di prospettive.

I movimenti migratori tra diversi paesi, tra cui Zimbabwe, Mozambico e Sudafrica, così come all'interno del Sudafrica.
Illustrazione dei movimenti migratori stimati in Sudafrica. © flowminder.org

Lacune nella protezione nell’ambito della migrazione internazionale

La mancanza di protezione per i migranti in situazioni vulnerabili resta una delle grandi lacune dell’attuale governance internazionale in materia di migrazione. Negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli passi avanti nel riconoscere che i migranti, indipendentemente dal loro status, hanno anch’essi diritti umani fondamentali che devono essere protetti. L’applicazione di questi obblighi internazionali resta comunque una grande sfida.

Di questo tema si occupa per esempio l’Agenda di protezione per gli sfollati in seguito a catastrofi e conseguenze del cambiamento climatico, nata dall’iniziativa Nansen promossa da Svizzera e Norvegia. L’Agenda di protezione mostra come migliorare la protezione della popolazione colpita adottando misure in vari settori, come la riduzione dei rischi di catastrofe, l’adattamento ai mutamenti climatici, ma anche la cooperazione allo sviluppo volta a rafforzare la resilienza delle persone.