Dipartimento federale degli affari esteri DFAE

Ignazio Cassis si è recato in Africa portando con sé le strategie del DFAE

Dal 7 al 13 febbraio 2021, il consigliere federale Ignazio Cassis si è recato in visita ufficiale in Algeria, Mali, Senegal e Gambia. Il capo del DFAE ha discusso con vari rappresentanti dei governi in merito all’attuazione delle due strategie varate di recente dal DFAE, ovvero la Strategia Medio Oriente e Africa del Nord (MENA) e la Strategia Africa subsahariana. In questi due documenti la Svizzera definisce il proprio intervento nelle regioni, conformemente alla sua strategia di politica estera. Le discussioni erano incentrate sui temi della pace, della sicurezza e dei diritti umani, del benessere, dello sviluppo sostenibile e della digitalizzazione.

Dal 7 al 13 febbraio 2021 il consigliere federale Ignazio Cassis è stato in visita ufficiale in Algeria, Mali, Senegal e Gambia. © DFAE

Dopo l’adozione della strategia del DFAE per il Medio Oriente e l’Africa del Nord e di quella per l’Africa subsahariana, il consigliere federale Cassis ha voluto passare all’opera. Dal 7 al 13 febbraio 2021 si è quindi recato in visita in Algeria, Mali, Senegal e Gambia. La decisione del ministro degli esteri di andare in Africa non nasce dal nulla. In ognuno dei quattro Paesi interessati, infatti, l’attuazione delle strategie entro il 2023 è stato il principale argomento dello scambio di idee con funzionari governativi, organizzazioni dell’ONU e rappresentanti svizzeri in loco. Le strategie del DFAE puntano a rafforzare l’interazione degli strumenti di politica estera della Svizzera, e segnatamente della diplomazia, dell’economia e della cooperazione internazionale. A titolo di esempio: grazie alla cooperazione internazionale, la Svizzera insieme al settore privato crea posti di lavoro dignitosi nei Paesi in via di sviluppo. L’economia dello Stato viene così rafforzata. Grazie alle condizioni economiche ottimali instaurate dalla diplomazia commerciale della Svizzera, il Paese beneficiario dispone di un mercato di sbocco e può diversificare ulteriormente la propria economia. Le strategie del DFAE si completano a vicenda e sono reciprocamente coordinate. Ciò rende più efficace l’impegno della Svizzera in politica estera, evita le sovrapposizioni e permette di sfruttare le sinergie tra gli uffici federali coinvolti e i partner esterni.

«L’Africa è flagellata dalla povertà e dai conflitti.» Questo pregiudizio persiste da anni. E così si dimentica che i Paesi africani, nonostante debbano indubbiamente affrontare ardue sfide, possiedono un grande potenziale politico, economico, culturale e scientifico. L’Africa è sinonimo di nuove opportunità», così Ignazio Cassis riassume la tendenza attuale. Nell’ultimo ventennio, gli Stati subsahariani hanno registrato una crescita economica notevole, che ha raggiunto anche il 6,5 per cento. Si tratta di un valore pari a sei volte quello della Svizzera, che nel 2019 ha registrato una crescita pari all’1,1 per cento.

È in questo contesto che si sono svolte le visite ufficiali di Ignazio Cassis in Africa, che ha portato con sé strategie che considerano non solo le sfide, ma anche il potenziale insito in questa regione. Il sostegno della Svizzera alla gestione delle sfide ha un impatto positivo sulle condizioni quadro dell’economia e della politica di sicurezza, di cui possono beneficiare non solo l’economia locale ma anche le imprese svizzere.

Algeria

 Una panoramica degli edifici bianchi della capitale Algeri e di una baia.
Pace, sicurezza e migrazione: soprattutto di questo hanno parlato ad Algeri il consigliere federale Cassis e il primo ministro algerino Abdelaziz Djerad © Keystone

Lo Stato nordafricano, con i suoi 40 milioni di abitanti, possiede un’economia incentrata principalmente sulla promozione delle risorse naturali. La stagnazione del prezzo del greggio ha creato qualche grattacapo al Paese, che quindi punta a diversificare la sua economia. Dopo il cambio di regime nel 2019, l’Algeria tenta di raggiungere la stabilità sociale. In vari Stati confinanti, e in special modo nel Mali e in Libia, i conflitti armati e l’instabilità sono all’ordine del giorno. L’Algeria si adopera per promuovere la sicurezza a livello regionale. Nella Strategia MENA riveste una particolare importanza la collaborazione con l’Algeria negli ambiti seguenti.

Migrazione

L’Algeria non solo è un punto nevralgico della migrazione dal continente africano verso l’Europa, ma sempre più spesso diventa anche un Paese di destinazione. La Svizzera coltiva con questo Paese un costante dialogo sulle problematiche migratorie, in particolare sulla riammissione di persone senza uno statuto di soggiorno regolamentato. Ma al tempo stesso, la Svizzera realizza progetti che promuovono l’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro locale.

Buongoverno e riforme

D’intesa con il Governo algerino e nel quadro di progetti della CI, la Svizzera valuta in quali ambiti è possibile sostenere gli sforzi di riforma (digitalizzazione, innovazione o formazione professionale duale).

Promozione della pace e sicurezza

I conflitti armati in corso negli Stati che confinano con l’Algeria si ripercuotono negativamente sulla sicurezza e sulla stabilità della regione. Grazie alle sue comprovate conoscenze specialistiche nel campo della promozione della pace e ai suoi buoni uffici, richiesti nel mondo intero, in questo ambito la Svizzera può fare la differenza sostenendo gli sforzi di pacificazione profusi dall’Algeria nella zona del Sahel.

Nel suo viaggio in Algeria, Ignazio Cassis ha incontrato il primo ministro e ha fatto visita ad alcune imprese svizzere

In Algeria, il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato il primo ministro Abdelaziz Djerad, il ministro degli esteri Sabri Boukadoum e il ministro della salute Abderrahmane Benbouzid. I colloqui hanno affrontato in particolare i temi della diversificazione delle relazioni bilaterali, della promozione della pace, della sicurezza nella regione e delle questioni migratorie. Inoltre vi è stato uno scambio di vedute con il «Club d’affaires algéro-suisse. Infine, il capo del DFAE ha visitato alcune imprese svizzere per discutere di formazione professionale – tema prioritario della Strategia MENA – nel contesto algerino.

Mali

 Due pescatori all’opera su una barca di legno, con alle spalle il profilo di Bamako.
L’incontro a Bamako tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il presidente del Mali Bah N’Daw era incentrato sui temi della promozione della pace, della cooperazione allo sviluppo e dell’aiuto umanitario. © Keystone

Dal 2012 il Mali è teatro di un conflitto armato e vive una crisi umanitaria. Ciò malgrado, il Paese possiede un grande potenziale di sviluppo. Nel 2019 ha registrato una crescita economica vicina al 5 per cento e sta dando prova di una grande resilienza di fronte alla crisi. Allevamento e agricoltura possono offrire prospettive future alle giovani generazioni. La popolazione sta affrontando ardue sfide dovute al conflitto, alla crisi e alle loro ripercussioni, quali la povertà, i problemi di governo e la carenza di posti di lavoro. La Svizzera assiste lo Stato e la popolazione del Mali su diversi livelli, per aiutarli a cogliere le opportunità e a mitigare le conseguenze della crisi.

Promozione della pace e politica di sicurezza

La prevenzione dei conflitti armati e dell’estremismo violento è una delle pietre angolari dell’impegno svizzero in Mali. La Svizzera è attiva in Mali offrendo i suoi buoni uffici, ad esempio facendo da mediatrice tra le fazioni in conflitto, promuovendo il dialogo e operando a favore della promozione civile e militare della pace. Nell’ambito delle missioni di pace dell’ONU, invia specialisti civili e militari anche in questo Paese del Sahel.

Cooperazione internazionale

La Svizzera accompagna progetti realizzati in ogni regione del Paese per promuovere lo sviluppo delle zone rurali, soprattutto nel settore dell’allevamento e dell’agricoltura. In questo settore promuove sistemi di produzione competitivi e sostenibili per migliorare le condizioni economiche delle aziende familiari. In collaborazione con l’economia privata, punta a lungo termine a creare posti di lavoro dignitosi per le giovani generazioni e a promuovere un’agricoltura resiliente di fronte al cambiamento climatico e alle sue conseguenze.

Aiuto umanitario

Nella regione settentrionale del Paese, teatro di un conflitto armato che dura dal 2012, la Svizzera è riuscita a riavviare la sua attività di cooperazione allo sviluppo e a rafforzare il suo intervento nel campo dell’aiuto umanitario. Il suo impegno è focalizzato sulla sicurezza alimentare e sulla lotta alla malnutrizione che colpisce la popolazione.

In Mali Ignazio Cassis ha incontrato il presidente del Paese e ha visitato progetti svizzeri

Dopo la visita ufficiale in Algeria, il consigliere federale Cassis ha incontrato in Mali il presidente Bah N’Daw e il ministro degli esteri Zeyni Moulaye, per parlare di promozione della pace, cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario. A Bamako il capo del DFAE ha poi visitato il contingente svizzero della MINUSMA (la Missione integrata multidimensionale delle Nazioni Unite per la stabilizzazione in Mali) e alcuni progetti di sviluppo rurale sostenuti dalla Svizzera.

Senegal

 Veduta del porto di Dakar, capitale del Senegal.
A Dakar il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato il presidente senegalese Macky Sall per parlare di digitalizzazione e formazione professionale. © Keystone

Il Senegal è uno dei principali partner commerciali della Svizzera nell’Africa subsahariana. Le relazioni bilaterali tra la Svizzera e il Senegal sono diversificate. Al centro di queste relazioni vi sono la sicurezza e la stabilità nella regione e l’intensificazione degli scambi commerciali. La cooperazione allo sviluppo della Svizzera ha operato in Senegal dal 1962 al 2010. Nella regione che circonda il Paese, l’urbanizzazione, la crescita demografica e l’intensificazione della produzione agricola mettono sotto pressione le risorse di acqua dolce.

Prosperità

La Svizzera si adopera per una crescita economica sostenibile nell’Africa subsahariana, e in particolare in Senegal. Un contesto economico stabile consente all’economia di prosperare e di creare posti di lavoro dignitosi. In questo ambito la Svizzera punta sulla diplomazia commerciale e intensifica la cooperazione con il settore privato. In Senegal il nostro Paese esporta principalmente macchinari, prodotti farmaceutici e prodotti chimici, importando soprattutto oro. Quasi tutta la produzione industriale di oro del Senegal viene lavorata in Svizzera e il nostro Paese coglie questa opportunità per impegnarsi a favore di un migliore rispetto dei diritti umani.

Sostenibilità

La Svizzera è attiva in Senegal con l’iniziativa «Blue Peace», faro della sua diplomazia dell’acqua. Lo sfruttamento eccessivo, l’assenza di una gestione sostenibile e i cambiamenti climatici accentuano ulteriormente la pressione sulle fragili risorse idriche del Paese. L’impegno della Svizzera in questo ambito prevede una gestione integrata delle risorse idriche che include anche elementi di amministrazione transfrontaliera volti a prevenire conflitti idrici. L’acqua è vita, e la sua gestione sostenibile è un importante fattore di stabilità e pace tra il Senegal e i Paesi limitrofi.

In Senegal Ignazio Cassis ha incontrato il presidente del Paese e ha visitato un progetto del Politecnico federale di Losanna

Dopo il soggiorno in Mali, a Dakar il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato il presidente senegalese Macky Sall e il ministro degli esteri Aissata Tall Sall per una serie di colloqui bilaterali riguardanti l’attuazione della Strategia Africa subsahariana 2021–2024, la digitalizzazione e la formazione professionale. In seguito Cassis ha visitato un progetto congiunto del Politecnico federale di Losanna (PFL) e della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).

Gambia

 Un quartiere di Banjul con il mare sullo sfondo.
Nella città di Banjul, capitale del Gambia, il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato la vicepresidente Isatou Touray per discutere di questioni migratorie. © Keystone

Le relazioni bilaterali tra la Svizzera e il Gambia sono incentrate essenzialmente sulla migrazione e sul trasporto aereo. Nell’ambito dei suoi programmi globali nell’Africa occidentale, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) fornisce un sostegno alla popolazione del Gambia.

Migrazione

Il Gambia è uno dei Paesi più toccati dall’emigrazione verso l’Europa. In questo contesto, il 12 gennaio 2020 i consiglieri federali Ignazio Cassis e Katrin Keller-Sutter si erano incontrati a Berna con la vicepresidente del Gambia Isatou Touray per discutere del rafforzamento della cooperazione tra i rispettivi Paesi nel settore della migrazione. Nell’ambito di questa visita ufficiale, i rappresentanti dei due Stati hanno sottoscritto un accordo di cooperazione in materia di migrazione, che consente a entrambi i Paesi di intervenire più incisivamente contro la migrazione illegale. Inoltre, il Gambia è anche beneficiario dei programmi globali Migrazione e Sviluppo della DSC.

Gambia ultima tappa del viaggio in Africa

In Gambia il consigliere federale Ignazio Cassis ha concluso il suo viaggio in Africa con una visita ufficiale, in cui ha incontrato la vicepresidente del Gambia Isatou Touray e il ministro degli esteri Mamadou Tangara per discutere delle buone relazioni bilaterali tra i due Paesi. In seguito Cassis ha visitato alcuni istituti carcerari a Banjul, capitale dello Stato africano.

Il consigliere federale Cassis in Africa per parlare delle strategie del DFAE

Il viaggio del capo del DFAE in Algeria, Mali, Senegal e Gambia ha creato l’opportunità di discutere delle priorità e degli obiettivi delle strategie MENA e Africa subsahariana con le autorità e i partner della Svizzera.

Alla fine di gennaio 2020, nella sua Strategia di politica estera 2020–2023 il Consiglio federale, dopo aver svolto un’analisi della situazione mondiale e aver valutato le tendenze che potrebbero rivelarsi importanti in futuro, ha fissato alcuni obiettivi generali.

Il passo successivo è stato quello di adattare questi obiettivi alla situazione delle diverse regioni del mondo. Infatti, anche se gli obiettivi rimangono sempre gli stessi, essi non possono essere realizzati ovunque allo stesso modo. Da qui la necessità di elaborare strategie regionali come le strategie MENA e Africa subsahariana.

L’armonizzazione delle strategie è importante affinché la Svizzera possa attuare la propria politica estera in tutte le parti del mondo in modo coordinato. Con i suoi obiettivi generali la Strategia di politica estera 2020–2023 stabilisce la direzione di massima garantendo un’azione coerente e unitaria.

Per saperne di più sullo schema a cascata delle strategie di politica estera della Svizzera

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